Bouquet

Bouquet

Di formazione umanistica, Ilaria Sabbatini ha all’attivo diverse pubblicazioni nel campo della storia e della letteratura medievale.

Nella fotografia, a cui si dedica fin dal 1997, ha trovato uno strumento espressivo d’elezione che le permette di conciliare la sua forte razionalità con un profondo bisogno creativo.

Questo percorso le ha consentito di iniziare una riflessione sul tempo, la società e la comunicazione.

Nella precedente serie di fotografie, Passenger, l’autrice si sofferma sull’osservazione dei nodi di grande traffico (stazioni, aeroporti, porti, etc.) rilevando il senso di impermanenza che deriva dalle relazioni casuali tra le persone. Il progetto Bouquet tenta di ricomporre quelle relazioni e lo fa coinvolgendo gli interlocutori nel processo creativo del libro d’artista.

Sempre più spesso, nell’ambiente fisico come in quello digitale, assistiamo a una caduta della qualità della comunicazione. Qualsiasi tentativo di dialogo rischia di trasformarsi in un monologo e la diffusione dei social networks sembra aver aumentato l’aggressività degli scambi riducendo le possibilità di confronto.

Quello che Ilaria Sabbatini propone è un’inversione di tendenza nell’uso della rete attraverso una formula che non è un mero progetto fotografico ma vuole creare delle relazioni tra l’autrice e chi guarda le sue immagini.

Il progetto parte da una semplice osservazione in natura e si sviluppa in una riflessione sull’essenza. L’autrice usa le forme, i colori e le trasparenze per raccontare l’anima, l’origine dei sentimenti: la natura diventa così un medium per esprimersi.

I suoi fiori nascono dal buio colpiti da fasci di luce che ne descrivono le forme e le strutture.

Dosando le ombre, cercando la luce che filtra attraverso le venature, l’autrice ha deciso di disegnare un percorso emotivo personale generato dalla loro osservazione.

I colori, così isolati, assumono una forza evocativa che si radica nei ricordi più profondi.

Le immagini diventano memorie visive di un’esistenza, echi di emozioni personali descritte attraverso la suggestione delle immagini.

Il progetto, proprio come una conversazione, potrà essere completo solo nel confronto con chi osserva il suo lavoro.

Bouquet prende forma mettendo le singole immagini a disposizione del visitatore che, sottratto al ruolo di pubblico passivo, le combinerà senza il vincolo della scelta dell’artista.

I bouquets saranno composti solo da numeri multipli di due, poiché il due rappresenta gli elementi di ogni scambio, principi opposti e complementari così come avviene in ogni atto di comunicazione.

Ciascun visitatore sarà sollecitato a costruire il suo particolare bouquet e il risultato si esprimerà in un libro fotografico unico.

Lo strumento con cui si interfaccia il visitatore è un software collocato in remoto e raggiungibile attraverso un sito internet elaborato grazie alla collaborazione con il Net artista Guido Segni.

Una procedura di selezione permetterà di comporre il proprio libro le cui indicazioni verranno inviate alla fotografa che ne curerà la finitura.

Le immagini, stampate su carta fotografica, saranno collocate in un cofanetto e accompagnate dalla e-mail con le indicazioni di composizione.

Photos by Dania Gennai